Parliamo di “smart – city” da una decade e in questi anni il concetto di città intelligente è evoluto portando sostanziali cambiamenti.

Raffaele Gareri, co-founder di TSCAI e Chief Digital Government Officer di Linkem, ha parlato di questa evoluzione e di cosa significhi oggi sviluppare una città intelligente, nell’intervista rilasciata a Tiscali.
Il nodo centrale, secondo l’ing. Gareri è la condivisione, il dialogo continuo e lo scambio tra gli stakeholder della città. Il dialogo ha il compito di favorire un approccio multidisciplinare alle innovazioni tecnologiche e digitali.
“Il gruppo di lavoro che guida la trasformazione digitale – come ha detto Raffaele Gareri nell’intervista – deve avere al suo interno anche competenze organizzative, comunicative, finanziarie e sulle questioni etiche che l’uso delle nuove tecnologie pone. Per esempio, quali limiti devono rispettare le applicazioni di intelligenza artificiale utilizzate per rilevare gli assembramenti e migliorare la mobilità cittadina? La multidisciplinarietà è dunque fondamentale.”
È necessario anche comprendere le differenze territoriali in Italia come nel resto del mondo. Abbiamo aree cittadine sviluppate che rappresentano virtuosi esempi di digitalizzazione urbana e situazioni più periferiche che per evolvere necessitano di aggregarsi in un sistema territoriale.
Quindi la sfida di oggi è quella di riuscire a sfruttare appieno le risorse economiche del PNRR per disegnare progetti strategici multidisciplinari e con coinvolgimento del territorio.
Come sempre uno degli strumneti necessari per raggiungere questo obiettivo è la disseminazione culturale, il dialogo, il confronto e la formazione.
Per leggere tutta l’intervista a Raffaele Gareri, rimandiamo al blog di Innovazione di Tiscali.